




Miyavi ha pubblicato il suo nuovo singolo, hi no hikari sae todokanai kono basho de, il 16 Gennaio 2008. Con uno stile più commerciale, questa uscita è un po' diversa dai suoi singoli precedenti. Cosa ha messo in questo brano? Con un nuovo album in uscita questa primavera, e concerti pianificati intorno allo stesso periodo, possiamo aspettarci molto da lui.
Hai pubblicato hi no hikari sae todokanai kono basho de il 16 Gennaio. Sembra che abbia un’atmosfera diversa dai tuoi lavori precedenti.
Miyavi: ...allora cosa vuoi chiedermi? (ride)
(ride) Bè, sembra un pò più pesante di quello che era prima.
Miyavi: Ah, seriamente, non ho mai pensato ad esibirmi così per parecchio tempo. Ero molto cosciente del mio sound. E' come "Ecco il visual kei". Ma comunque, potevo mettere qualcosa di nuovo, penso. E con il testo ed il suono è come un omaggio agli X JAPAN, LUNA SEA e Gaku-nii (Gackt). Lo si può sentire se si ascolta attentamente. La composizione, ed il modo in cui iniziano le cose, penso che lo riflettano molto.
Ora capisco! Onestamente, pensavo che l'approccio fosse simile a Gackt. (ride) Avevo ragione!
Miyavi: Haha. Ovviamente, ci sono varie parti in cui mi riferisco a lui. Ho solo preso le parti buone. (ride) Ma non canto come lui. Sono molto cosciente del mio stile e della mia strada, e questa canzone è come un omaggio per me. Ecco perché ho chiesto a SUGIZO di suonare la chitarra.
In carne ed ossa per così dire? (ride)
Miyavi: Perciò volevo esprimere altre parti con suoni più nuovi, ma non potevo riuscirci da solo. Diventava rock quindi penso che ho ancora una sfida per la prossima volta. E' come se la melodia fosse visual kei, ma i suoni principali sono musica urban. Ma le melodie sono molto semplici da ascoltare. Bè, suppongo che abbia bisogno di più esperienza comunque.
Oh, no. Penso che sia una cosa nuova. Mixare visual kei e musica urban, per così dire, è una cosa abbastanza rara.
Miyavi: Comunque, è ancora un mix tra una star della TV ed il visual kei. (ride)
Usi il termine "star della TV" e penso che ti stia bene, ma spesso scherzi nei tuoi testi e nel sound. Fai o dici qualcosa che è davvero bella e poi ti imbarazzi un pò.
Miyavi: Bè, non è proprio imbarazzo. Mi piace mettermi in posa sul palco, ma in questi giorni non è molto bello specialmente perché lavoro con persone di un genere diverso. Quindi quando vedo il visual kei o l'idol kei dal loro punto di vista, non sembra così forte. Ma comunque, ho realizzato che con "NEO VISUALIZM", se il musicista ha buone capacità ed una buona idea, il risultato può essere abbastanza buono. Mi sembra importante questo equilibrio. Ecco il perché del brano coupling My name iz oresama.com.
E' come un brano rap. Ma raramente vedo questo tipo di rap. (ride)
Miyavi: Avevo intenzione di fare un brano differente come coupling all'inizio, ma poi ho cambiato idea.
Raramente si vede un brano rap con una chitarra del genere.
Miyavi: Bè, non sono nero. (ride) Sono giallo. Ho fatto questo brano da suonare all'improvviso nelle strade o alla radio.
Sembra divertente suonare all'improvviso in piena attività, ma non è stato difficile suonarlo mentre lo registravi?
Miyavi: E' stato molto difficile. Sai, l'energia che ricevi dalle performance sul posto è abbastanza diversa da quella che ricevi quando registri in studio.
Già è una grande differenza tra suonare improvvisando e suonare seguendo quello che c'è scritto. Sono rimasto sorpreso che potessi cantare così veloce. Non ho mai visto molte persone parlare velocemente come te. (ride)
Miyavi: Ti dirò, anche TYKO (Human Beat Box e componente dei KAVKI BOIZ) ne è rimasto sorpreso. Ha detto che andava troppo bene. (ride) E' diverso dal classico modo di rimare. In questo modo, non è commerciale.
Non è commerciale ma è originale no?
Miiyavi: Sì, penso di sì. Come ho detto prima, sentivo che potevo dirigere le cose nella maniera giusta. Penso sia diverso dal solo prendere qualcosa ed usare un'idea o un suono, che è qualcosa che si vede tutti i giorni. (ride) Bè, in un modo posso suonare liberamente perché lavoro con TYKO. Posso essere nel visual kei, e quello è importante. Ho potuto anche scrivere Hi no hikari sae- perché i KAVKI BOIZ sono rimasti con me. Sono rimasti con me, quindi non è stato strano che fossi qualcosa come un idol matinée. Ecco perché ho potuto scrivere un brano come questo.
Per il resto dell'intervista, consultate lo Zy 38.
© 2007 Zy.connection Inc. Tutti i diritti riservati.
[Fonte: JaME]

La conferenza stampa degli X JAPAN per i media giapponesi si è tenuta il 3 Aprile. Sono apparsi alla conferenza YOSHIKI, TOSHI, PATA e HEATH. YOSHIKI, il leader della band, ha annunciato che gli X JAPAN si esibiranno a Parigi il 5 Luglio ed anche al Madison Square Garden, a New York, il 13 Settembre.
La conferenza stampa si è aperta con il conduttore che chiedeva alcune domande, e poi è stata data anche alla stampa l’opportunità di fare domande.
Ne è passato di tempo, è magnifico vedervi di nuovo. Prima di tutto mi piacerebbe iniziare con YOSHIKI, il leader degli X JAPAN, che annuncerà i concerti futuri del gruppo.
YOSHIKI: Grazie mille per essere qui oggi. Oltre al live di Parigi, che ho annunciato pochi giorni fa, abbiamo deciso che gli X JAPAN si esibiranno anche al Madison Square Garden, a New York, il 13 Settembre.
Nei concerti al Tokyo Dome sono venuti a vedervi molti fan stranieri, e sembra che il vostro fan base stia crescendo all’estero. Con il completamento della 3 giorni live degli X JAPAN, potete dirci qualcosa sulle vostre impressioni dei concerti?
YOSHIKI: Solo qualcosa basta? (ride)
PATA: Bè, ho solo pensato che una volta iniziato sarebbe finito come ogni concerto. Ero solo stanco, ecco tutto! (ride)
TOSHI: Sapete, sono successe molte cose dall’ultima volta che abbiamo suonato al Tokyo Dome dieci anni fa, quindi ero molto emozionato al pensiero di poter fare un altro concerto con questi componenti. Inoltre, i concerti sono andati tutti esauriti, e mi ha fatto davvero piacere che siano venute molte persone a vederci. Penso di aver mandato vari messaggi alla gente, e di conseguenza ho ricevuto una varietà di risposte che ci chiedevano di mantenere intatta la nostra purezza, e non cedere alla pressione, quindi ne sono molto felice. Penso davvero che siamo stati in grado di far arrivare i nostri messaggi a molti ragazzi in giro per il mondo.
YOSHIKI: Mi sentivo davvero in ansia per tutta la pressione, ma avevo il supporto di tutti i fan e di quelli che sono venuti a vederci. Il flusso delle voci che ho sentito tifava per noi e ci ha davvero aiutati ad attraversare questi tre giorni. Sono così riconoscente che oggi possiamo annunciare ulteriori concerti, e che grazie a questi tre giorni abbiamo realizzato che possiamo ancora suonare insieme. E per me dire questo risulta un po’ strano ma guardando i volti nel gruppo, penso davvero che gli X JAPAN sono grandiosi. (ride) Davvero penso che i concerti siano stati impressionanti in molti modi. Non sono soddisfatto al 100%, ma credo che siamo in grado di fare un ulteriore passo avanti.
HEATH: Sono successe molte cose che ci hanno portati ai concerti, ed anche una volta iniziati gli show abbiamo avuto molto da fare, ma abbiamo attraversato I tre live e penso che abbiamo fatto bene. Sentivo dal palco che la gente ci ha aspettati per un tempo lunghissimo; sono davvero riconoscente e volevo suonare al meglio per loro. Penso che questi concerti siano solo l’inizio di qualcosa di più grande, quindi continuate a supportarci.

Durante il brano I.V., il Tokyo Dome era una live house con il pubblico che cantava all’unisono. Dopo l’uscita mondiale di I.V. avete confermato i vostri concerti all’estero, quindi non penso sia un’esagerazione dire che state per realizzare il vostro sogno di entrare nella scena musicale mondiale. Come vi sentite al riguardo?
PATA: Abbiamo detto per molto tempo che lo avremo fatto, ed ora sono molto felice di poter suonare all’estero con gli X JAPAN.
YOSHIKI: Bè, abbiamo suonato tutti all’estero no? PATA, tu hai suonato a Parigi vero?
PATA: Sì è vero.
YOSHIKI: TOSHI, tu vai spesso nel Sud-Est asiatico no? Per quanto riguarda me, bè, vivo negli Stati Uniti quindi non credo che
PATA&TOSHI: Tu hai suonato a Los Angeles vero? (ridono)
YOSHIKI: Sì, ma non come X JAPAN. E HEATH?
HEATH: Io ho suonato in Corea.
YOSHIKI: Ognuno di noi ha suonato all’estero, ma come X JAPAN non abbiamo ancora fatto niente. Bè, penso che comunque lo abbiamo già fatto. (ride) Ah ora ricordo! Abbiamo fatto una conferenza stampa a New York dieci anni fa! Ho detto "Debutteremo sulla scena mondiale" ma ancora non abbiamo fatto nulla.
YOSHIKI, era al Rockefeller Center non è vero?
YOSHIKI: Mi ricordo che abbiamo attirato i reporter da tutto il mondo.
E noi abbiamo aspettato... (risate)
HEATH: Penso che possiamo finalmente provare quello che ho detto prima, che "la musica va oltre i confini". Voglio davvero mandare un suono magnifico a tutti.
TOSHI: Non so quali concerti faremo, ma come ha già detto HEATH, voglio che i concerti raggiungano le menti delle persone, e superino i confini e le lingue.
Non siete nervosi per il fatto che non siete mai in un posto a voi familiare? O siete calmi?
TOSHI: Non posso ancora immaginarlo, quindi ho fatto in modo di essere calmo per questi live al Tokyo Dome.
YOSHIKI: Non ci sentiamo come se fossimo in un territorio a noi non familiare. Dovunque andiamo non è mai casa nostra. (ride) Davvero, gli X JAPAN non sono qualcosa che appartengono ad un luogo ben preciso. Ci sono certe parole che tendono a posizionarci in qualche luogo, come visual kei, ma non apparteniamo a loro, quindi dovunque sono penso di essere via, ma allo stesso tempo penso sempre di essere a casa.
YOSHIKI, vivi in America, che è la tua vera "casa". Come ti senti a suonare dei live lì?
YOSHIKI: Riguardo Parigi e gli Stati Uniti, sono stato a Parigi l’anno passato e vi ho fatto una sessione di autografi. Sono venute circa 6000 persone ed ho realizzato che avrei dovuto fare un concerto a Parigi. E sono più di dieci anni che vivo negli Stati Uniti, quindi dovrei farne anche uno qui. Ma perché suoniamo a New York? Forse è meglio suonare a Los Angeles...(ride)
Perchè volete suonare al Madison Sqaure Garden? Potete dirci come avete deciso di fare questi concerti?
YOSHIKI: Il Madison Square Garden è stato scelto perché è facile da capire penso. Ho organizzato vari eventi per quasi due anni, invitando gruppi giapponesi, facendo molte vose, e sneto che è il momento adatto per suonare lì. Quando abbiamo cambiato il nostro nome in X JAPAN dieci anni fa ed abbiamo considerato di avanzare all’estero, avevamo qualcosa in noi che non poteva convincerci o cambiare, ed allora ci siamo sciolti. Ora siamo di nuovo qui, e ne siamo contenti. Ci hanno chiesto di suonare lì ed abbiamo deciso di farlo, tutto ciò è stato solo una coincidenza. Non lo abbiamo deciso un anno fa, ma solo l’altro ieri quando abbiamo finito i live al Tokyo Dome. Proprio così.
HIDE si è unito al gruppo grazie alle sue immagini nei live del Tokyo Dome, ma lo farà anche al Madison Square Garden a New York? Che ne pensi YOSHIKI?
YOSHIKI: Che ne pensi TOSHI?
TOSHI: (ride) Che ne pensi PATA?
PATA: (ride) Che ne pensi HEATH?
HEATH: Um...mi chiedo cosa accadrà...(ride)
YOSHIKI: Bè, il palco è così grande che penso che avremo bisogno di cinque jumbo jet...Non ne sono sicuro. Ho sentito che stanno progettando aeroplani più grandi ultimamente, airbus o qualcosa di simile; è enorme, quindi magari tre di quelli.

Anche usando un airbus ne avrete bisogno di tre!? Quindi avete intenzione di portare tutto il vostro set?
YOSHIKI: Ancora non lo so, ma ci sto pensando. Comunque, in molti modi è difficile suonare con HIDE. (ride)
Oltre alle immagini di HIDE c’erano anche delle decorazioni enormi.
YOSHIKI: Abbiamo lavorato sodo per farli così. (ride) Comunque, le capacità dei luoghi scelti non sono come quelle del Tokyo Dome. A New York saranno 17000 - 18000? Parigi circa 20000 - 30000 penso, quindi se portiamo un palco enorme lì porterebbe via posti per il pubblico. (ride) Ma cercherò di portare il più possibile.
YOSHIKI, quando hai visitato il JAPAN EXPO a Luglio scorso, hai stretto la mano a circa 6000 fan. Hai annunciato questo concerto a Parigi per il 5 Luglio ed al Madison Square Garden, a New York, il 13 Settembre. E riguardo altri posti? Stai pianificando altri concerti?
YOSHIKI: TOSHI, dobbiamo andare in Asia non credi? (ride)
TOSHI: Bè, l’Asia è magnifica.
YOSHIKI: Allora faremo un tour mondiale. (ride)
Eh!? Questa conferenza stampa va in questa direzione?
YOSHIKI: Um, se lo confermo sarò di nuovo rimproverato. Bè, sembra possibile; diverse cose sono decise giorno per giorno.
TOSHI: Di solito non decidiamo le cose in anticipo.
YOSHIKI: Ho sentito che in genere la gente decide le cose con un anno di anticipo. (ride)
TOSHI: Ho saputo ieri tramite telefono di questa cosa. Ed anche di questa conferenza stampa. (ride)
YOSHIKI: L’altro ieri ho detto "ANDIAMO", sapete, tutto questo parlare è venuto a noi. Ma dopo il concerto eravamo così forti. (ride) Non potevamo decidere cose di oggi in quelle condizioni (ride), e non ero sicuro di potermi riprendere. Era come se avessi detto "ANDIAMO" e poi decidere di fare una conferenza stampa con i componenti, e riunirci una volta fossi tornato a Los Angeles.
Sentiamo davvero che farai di tutto se pensi che sia possibile. Comunque, chiederemo ai giornalisti qui di non scrivere il titolo di oggi come 'The World Tour'.
YOSHIKI: Lo potete scrivere. (ride)
Ho sentito che nei live del Tokyo Dome, avete avuto una conferenza stampa con più di 150 media esteri, e più di 15000 fan stranieri venuti a vedervi. All’estero, molti fan stanno aspettando i concerti degli X JAPAN. Potete dire qualcosa a questi fan?
YOSHIKI: Che ne pensi HEATH? HEATH? (ride)
HEATH: Non vedo l’ora di vedervi.
PATA: Per favore aspettate ancora un po’. (ride)
YOSHIKI: Sono molto contento. Riguardo questi live al Dome, ringrazio davvero i fan dato che siamo stati in grado di riunirci per merito loro, ed abbiamo potuto fare un tour mondiale...ah, non dovrei dire ancora tour mondiale (ride), ma voglio andare in molti posti, dovunque posso.

Dopo questi tre giorni al Tokyo Dome, avete fatto una serie di annunci sulle vostre attività, alcuni riguardo il vostro emergere sulla scena mondiale. Possiamo aspettarci che gli X JAPAN continueranno in quella direzione? Se avete in programma qualche uscita, fatecelo sapere.
YOSHIKI: Ora stiamo lavorando sul "best of" per l’uscita giapponese e mondiale che includerà anche il nostro nuovo brano. Riguardo la questione se gli X JAPAN continueranno o meno, anche se dico che lo faremo, chi lo sa? Nessuno sa cosa avverrà in futuro, e quindi non guardiamo troppo lontano da questo punto di vista; saliamo le scale davanti a noi un pò alla volta. Come dico sempre, saliamo un gradino e vediamo di solito facciamo così. Non sappiamo quando finiremo, o come continueremo, quindi direi che i nostri piani non sono ancora sicuri.
In seguito le domande sono state fatte dai media presenti.
Quest’anno, il Japan Expo 2008 sarà ancora più grande a causa del 150esimo anniversario della diplomazia tra Giappone e Francia. Quando avete deciso di esibirvi a questo Japan Expo 2008?
YOSHIKI: Ci sono stato l’altr’anno. A quel tempo, sono stato invitato dall’ambasciata giapponese in Francia e mi è stato detto Il prossimo anno sarà il 150esimo anniversario, quindi potresti preparare un evento al riguardo?. In quel periodo non sapevo che gli X JAPAN si sarebbero riuniti, quindi dissi che avrei pensato a qualcosa con un po’ di band giapponesi. Ora siamo in questa situazione, l’ho detto agli organizzatori e loro ci hanno chiesto di fare qualcosa.
Durante i tre giorni al Tokyo Dome ci sono state molte persone venute dall’estero per vedervi. Ho sentito che 15000 fan stranieri sono venuti al concerto ed ovviamente gli X JAPAN sono molto, molto conosciuti all’estero, e c’è molto entusiasmo. Come vi sentite?
YOSHIKI: Bè, non posso dirlo in una parola sola, ma sono così fortunato. Ma, um, non so, prima di tutto noi come X JAPAN abbiamo annunciato al Rockefeller Center, penso 16 anni fa, il nostro arrivo sulla scena musicale mondiale. Poi il visual kei si è diffuso in tutto il mondo ed è stato a capo della musica giapponese, ed ora gli X JAPAN si sono riuniti. Ed è così difficile descrivere come mi sento con questo appoggio mondiale. Um, come tutti sapete, come ho detto sul mio Myspave che ho aperto due o tre anni fa, improvvisamente ho avuto moltissimi messaggi dai fan sul mio sito e mi sono detto "O mio Dio!" Un sacco di gente chiedeva "Come stai? Cosa stai facendo ora?" Quindi per il primo paio di anni sono stato a cercare quello che stava accadendo, ed ora abbiamo realizzato che è stato un caso che gli X JAPAN si siano riuniti. Quindi è come se fosse avvenuto in modo naturale. Non era qualcosa di forzato o pianificato dal nostro management o da altre persone, ma ci è venuto naturale. Penso dia meraviglioso che così tanti fan stranieri siano potuti venire perché sapete che il Tokyo Dome è un posto difficile nel quale esibirsi in uno show di qualità; non avremmo mai potuto farlo, ma spero che tutto sia andato bene al Tokyo Dome. Voglio risparmiare un po’ di energia anche per i prossimi live. Non vedo l’ora di vedervi tutti. Spero di poter continuare anche oltre questi due Paesi; probabilmente potremmo fare di più come per esempio il Sud-Est asiatico, più luoghi in Europa ed anche il Sud America.
Sono passati dieci anni dal vostro ultimo concerto, ed ora vi state preparando per entrare nella scena musicale mondiale. Mi piacerebbe chiedere ad ognuno di voi se avete qualcosa da dire ad HIDE riguardo tutto ciò.
YOSHIKI: Che ne dite di "ti invidiamo perché solo tu non invecchi"? (ride)
PATA: Sì, sì. (ride) Di solito gli dicevo "sei più grande di me di un anno" ma ora dico "Sono nove anni più grande di te". (ride) Ma farò del mio meglio. (ride)
TOSHI: Questa volta al Tokyo dome, la sua immagine era proiettata continuamente sugli schermi, ed avevo un auricolare che mi permetteva di sentire il suo suono. Grazie a quello ho suonato allo stesso modo in cui facevo dieci anni fa, quindi non credo di volergli dire qualcosa di speciale.
YOSHIKI: Sembrava davvero come se stessimo suonando con lui. Fino al giorno dei concerti, abbiamo lavorato moltissimo per modificare le sue immagini, ma quando abbiamo suonato, sembrava come se ci fosse davvero.
TOSHI: Sì. Penso che i nostri sentimenti non cambieranno mai dovunque suoniamo come X JAPAN - in Giappone o in qualsiasi altra parte.
HEATH: Durante i nostri concerti, mi sentivo come se noi cinque fossimo insieme sul palco, quindi penso che possiamo dire di aver fatto dei grandi concerti.
YOSHIKI: Ho dimenticato che suonavamo solo noi quattro. Se avessi fatto degli errori qui, penso che HIDE mi avrebbe rimproverato. (ride)
Avete intenzione di tenere HIDE come membro invece di cercare qualcuno al suo posto?
YOSHIKI: Potrebbe essere possibile avere un sesto componente e tenere HIDE.
YOSHIKI, dieci anni fa avete deciso di entrare sulla scena musicale mondiale e ora, finalmente, avete in programma un concerto al Madison Square Garden. Come ti senti?
YOSHIKI: Sono stato al Madison Square Garden quando si sono riuniti i KISS, ed ho pensato "Voglio suonare qui qualche volta". Ringrazio davvero i nostri fan per averci dato questa opportunità. Questa volta ho ricevuto messaggi da fan degli X JAPAN sia adolescenti che molto più grandi. Dicono tutti "Grazie per aver fatto avverare il nostro sogno", ma voglio ringraziare loro ed i nostri fan stranieri. Grazie per aver fatto avverare il nostro sogno.

Nonostante abbiate pubblicato un solo brano, I.V., sul mercato mondiale, potete suonare al Madison Square Garden. Come lo spiegate?
YOSHIKI: Non abbiamo ancora iniziato a vendere i biglietti. Ma ho un certo sentimento al riguardo. Penso che sia stato diffuso molto tramite YouTube. Voglio pubblicare la versione mondiale per quel momento e poi iniziare da lì.
Dopo aver finito i vostri live al Tokyo Dome siete arrivati al passo successivo. Dopo aver finito il vostro tour mondiale, quale sarà il prossimo obiettivo degli X JAPAN?
YOSHIKI: Non ci ho pensato molto. (ride) Questa volta non ci prefiggeremo degli obiettivi verso cui lavorare. Non ci mettiamo degli obiettivi che sono lontani da noi, li dobbiamo vedere davanti a noi. Anche se non sono così realistici, come i tre giorni al Tokyo Dome subito dopo la nostra reunion, od essere la prima band giapponese a suonare al Madison Square Garden, vogliamo solo lavorare per obiettivi che siano abbordabili. Potrebbe finire improvvisamente, o no.
Ed infine, vorremmo chiedervi se avete un messaggio per i vostri fan giapponesi e stranieri.
PATA: Per favore aspettate ancora un po’. Grazie mille. E’ tutto.
HEATH: Dopo aver finito i tre giorni al Tokyo Dome, ero davvero pieno di energie, quindi manterrò quell’energia e mi dirigerò all’estero. Per favore aspettateci.
TOSHI: Per questi dieci anni, ho suonato in posti diversi, lavorando duramente. Sono stato in molti posti, ho incontrato anziani e bambini negli orfanotrofi. Penso che tutte queste esperienze siano diventate le mie radici, rendendomi in grado di suonare in un posto grande come il Tokyo Dome in Giappone ed il Madison Square Garden. Ho ricevuto molta energia e penso di poter continuare a fare del mio meglio a partire da ora. Ringrazio davvero le persone che mi hanno appoggiato, e lavorerò sempre di più per migliorare le mie abilità.
YOSHIKI: Grazie per il vostro supporto al Tokyo Dome in questi tre giorni. Spero di poter continuare a condividere i nostri sogni con tutti voi. Per i fan stranieri, "Grazie per il vostro appoggio! E ci vedremo molto presto!"
(Dopo le foto per la stampa, TOSHI ha aggiunto alcuni commenti.)
TOSHI: Ho dimenticato di dire una cosa! Al primo live al Tokyo Dome, tenutosi il 28 Marzo, il concerto è stato ritardato per più di due ore, e ci dispiace molto aver fatto aspettare così tanta gente. Sul palco ho detto che "YOSHIKI aveva fatto tardi", ma era uno scherzo (ride), ma devo dire davvero, anche solo per il suo onore, che non aveva fatto tardi quel giorno. Anzi è stato il primo ad esser lì. Quel giorno abbiamo avuto molti problemi tecnici e anche le prove sono state rimandate. Abbiamo lavorato molto per la nostra preparazione e volevamo avere tutto perfetto per voi. Ecco perché abbiamo iniziato un po’ tardi. Um...non era un po’ (ride), vi abbiamo fatto aspettare molto, e ci dispiace davvero tanto.
YOSHIKI: Alla gente piace darmi la colpa! (ride) Bè, va bene così. E’ stata tutta colpa mia. (ride)
TOSHI: ...quindi vi chiedo perdono. (ride) Continueremo a lavorare sodo da ora in poi, quindi continuate a supportarci. Grazie mille.
[Fonte: JaME]
[Images: © X JAPAN]
L'intervista comincia alle 18.40. La manager di Mana ci fa sapere che abbiamo massimo 30 minuti, dopodichè ci fà accomodare in una saletta accanto ai camerini.
E' una stanza piccola, 2 divanetti e un tavolino, uno specchio e un lavandino. Davanti allo specchio c'è un giapponese che, ci informano, ci riprenderà durante l'intervista.
La manager controlla le nostre domande e le approva, poi va a chiamare Mana, che ci raggiunge subito.
Quando entra è vestito completamente di nero, ben truccato, i capelli già a posto.
Ci inchiniamo, lui fa lo stesso, allora ci accomodiamo e parte l'intervista.
Un ragazzo e un ragazza italiani, che parlano giapponese, stanno sulla porta per aiutarci in caso di bisogno. Parte l'intervista.
Nippon Project: Buonasera.
Mana: Buonasera.
E' un orgoglio poter fare questa intervista.
Mana: [Accenna un inchino con la testa]
Dunque, e' la prima volta che venite in Italia, vi sembra di aver avuto una buona accoglienza al vostro arrivo?
Sì, sono molto contento dell'accoglienza, sapevo ci sarebbero stati molti fans e mi ha fatto piacere constatarlo.
Quanto restate a Milano? Vi piacerebbe visitarla, fare fotografie…?
Penso che sarebbe bello, ci piacerebbe ma restiamo qui molto poco, purtroppo non ne avremo la possibilità.
Cosa vi aspettate da questo live?
Speriamo in una buona risposta, noi faremo di tutto per fare un concerto fantastico, coinvolgente e che si faccia ricordare.
Com'è nata la Dix Dance? La vedremo anche stasera? Ai fan italiani piace molto!
Dix Dance? Vi riferite a... [Mana non coglie il termine e si gira verso la manager, che gli suggerisce 'Dispell Bound'] Intendete... Dispell Bound?
Sì, il balletto!
Ah, sì sì, certo! [Accenna un sorriso] Beh, cercavamo qualcosa che potesse essere molto coinvolgente per tutti, che fosse qualcosa da poter fare tutti insieme. Pensiamo sia divertente, e sì, la faremo anche stasera.
Ci saranno delle telecamere? Avete intenzione di fare un dvd dei concerti europei?
Non ne sono certo, ma penso che ci sarà. Comunque io stasera farò delle riprese con la mia telecamera.
Mana-sama, le edizioni europee dei vostri CD vendono molto anche in Italia, per questo crediamo che tu abbia molti fans. Ci sono molti di questi iscritti al Mon Amour?
Dunque... [Guarda la sua manager] Ce ne sono vero? [Lei annuisce e dice di sì] Sì, direi che ci sono parecchi italiani iscritti al Mon Amour.
A proposito della vostra musica, da cosa traete ispirazione quando componete una canzone? Per esempio, ti è mai capitato di parlare delle tue vicende sentimentali?
Il mio obiettivo principale è quello di raccontare delle storie attraverso le nostre canzoni e per farlo mi ispiro anche a fatti personali, ma non solo, mi è capitato di trarre ispirazione da film.
Quale delle nuove canzoni senti più vicina, quale preferisci?
La canzone che preferisco è senza dubbio angelica, ci sono molto legato.
A volte i musicisti, poichè non sono soddisfatti dopo aver inciso una canzone, la rifanno molte volte. Vi è capitata la stessa cosa di recente?
E' vero che può capitare, soprattutto quando si lavora alle prime fasi di un arrangiamento, ma noi facciamo di tutto perchè non succeda. Quando entriamo in sala di registrazione diamo sempre il meglio per poter essere soddisfatti del risultato.
Il vostro stile musicale è uguale sia in Giappone che in Europa. Al contrario, altre band giapponesi, hanno cambiato il loro stile pur di sfondare qui. Cosa pensate a riguardo?
Davvero? In che senso? [Mana, così come la manager e l'assistente, rimane molto sorpreso, sembra non capire cosa vogliamo intendere, allora ci chiede un esempio]
Beh, per esempio i Dir en grey, hanno cambiato molto il loro stile da quando hanno debuttato in Europa, sono lontani i tempi visual...
Hmm. Capisco. Beh, è una cosa che noi non abbiamo fatto e non faremo, riguardo agli altri non so bene cosa rispondere, se va bene a loro...
Cosa pensate di una collaborazione con altre band giapponesi? Vi piacerebbe provare?
Non a livello di composizione, ma abbiamo collaborato varie volte con altre band, l'ultima volta è stato con i Despairs Ray in agosto. Trovo che sia molto divertente, quando si tratta di esibizioni live.
Mana-sama, recentemente ha dichiarato che produrrà un nuovo artista, non è così? Può dirci qualcosa a riguardo?
Sì è vero, ho fatto questa dichiarazione. Sono contento di poter lavorare nuovamente come produttore. Ma per ora non mi sbilancerei...
Per concludere, se ce ne fosse l'occasione vi piacerebbe esibirvi in Italia ancora una volta?
Io sono un grande ammiratore di Dario Argento, il mio film preferito è Suspiria, sapete... So che esiste un museo a lui dedicato e che questo è a Roma... Quindi, diciamo che mi piacerebbe andare a Roma.
Abbiamo finito, grazie mille.
Mana: [Accenna un inchino]
Congratulazioni per il vostro successo e in bocca al lupo per il concerto.
Grazie. [Si inchina ancora]
Dopo l'intervista, ci chiede quale sia la nostra canzone preferita! Gli rispondiamo, contenti che ce l'abbia chiesto, gli stringiamo la mano e approfittiamo dell'occasione per chiedergli un autografo. Lui accetta senza esitazioni, lo ringraziamo e tentiamo il tutto per tutto: chiediamo di poter fare una foto insieme. Non con la stessa facilità, ma otteniamo anche quella! Nonostante i primi dubbi della manager, proprio lei con la sua fotocamera digitale ci fotografa con Mana, quale si fa mostrare la foto prima di dare l'approvazione per tenerla. Attento a tutto, come sempre.
Dopo la foto, e dopo averci detto e ripetuto che abbiamo avuto una fortuna sfacciata ad ottenerla, cosa più unica che rara, ci salutano e Mana si dirige verso il camerino, mentre noi raggiungiamo la sala.
autore: Sashiki
[Fonte: NipponProject]

Quest’anno la ska band di sei elementi, chiamata Dallax, è ritornata in Europa da Tokyo.
Questa è la terza volta che soggiornano qui, nell'altro lato del mondo, con un tour continentale che include una fermata in Svizzera, dove si sono esibiti allo "Ska is Dead" Fesival al Volkshaus di Zurigo.
Noi abbiamo avuto la fantastica opportunità di parlare con Numb, il cantante della band, di musica, relazioni e birra (a tutti gli effetti il settimo membro ufficiale dei Dallax).
Nippon Project: Non ci sono molte persone che conoscono i Dallax, quindi, per cortesia, puoi fare una breve presentazione del gruppo per quelli che non lo conoscono ancora?
NUMB: Sì, dunque, noi siamo i Dallax, veniamo da Tokyo e siamo sei ragazzi fichi che suonano insieme in una band da dieci anni. È la nostra terza volta qui in Europa e in Svizzera. Siamo una band ska, precisamente ska punk.
Come descrivi la vostra musica?
Simile al rock, anche più pesante. Reggae e punk rock direi.
La vostra biografia sulla vostra pagina di MySpace dice che voi sei fondaste la band nel 1998. Come vi siete incontrati?
Io incontrai tre di loro durante il liceo, quando eravamo studenti, mentre gli altri tre li trovai in luoghi diversi. I due componenti più nuovi sono nel gruppo da due anni. In realtà io ed il batterista ci conosciamo dalle scuole medie, il batterista ed il sassofonista invece si conoscono fin dall’asilo infantile.
In che modo siete riusciti a restare insieme per un tempo così lungo? Per esempio, il rapporto di un gruppo, in Svizzera, è in media di sei anni. Avete qualche genere di ricetta?
Beh, noi non ci interessiamo al rapporto di gruppo. Non ci interessiamo l'uno all'altro, quindi in sostanza non siamo amici. O forse lo siamo, ma in maniera non convenzionale. L'unica cosa che ci accomuna è la band. A me non interessa quello che fanno gli altri nel loro tempo libero. Quindi non penso che abbiamo una ricetta particolare.
Avete organizzato qualcosa di speciale per il vostro 10° anniversario?
Sì abbiamo in programma un lungo tour, che proseguirà anche in Giappone, ed alcuni grandi festival a Tokyo. C'è anche del lavoro con la casa discografica e un nuovo album in programma.
Come vede il futuro della band? Alcuni traguardi che volete raggiungere?
Spero che il prossimo anno potremo ritornare di nuovo in Europa, magari per partecipare a dei festival, come questo di oggi. Sai, bisogna continuare ad andare avanti!
La prima volta che abbiamo visto il nome della vostra band, abbiamo pensato immediatamente a Dallas. C'è una ragione per questa somiglianza? Oppure come è nato il vostro nome?
Non ha un significato specifico. Una volta un amico lo suggerì per indicare i Dollari nel mondo. Mi piacque quello.
Quando avete scoperto che lo ska era la direzione musicale verso la quale volevate andare?
Io incominciai a suonare il sassofono alle scuole medie. Non conoscevo ancora lo ska a quel tempo, mi piaceva solo fare musica in cui c’era il sassofono. Mi piaceva anche ascoltare musica con sassofoni e basso slappato, e quello fu il momento nel quale cominciai ad ascoltare ska.
Non sappiamo se ne sei venuto a conoscenza, ma in questo periodo c’è una vera esplosione della musica giapponese, specialmente Visual Kei e J-Rock, in Europa.
Intendi dire bands come Dir en grey?
Sì, ma ora loro sono un po’ meno visual di prima. (risata)
Quindi per darci la possibilità di cambiare questa situazione e far ascoltare alle persone anche altra musica giapponese, puoi consigliarci il nome di qualche buona band?
Oltre allo ska, ci sono molte altre grandi scene musicali a Tokyo. Il rock è molto popolare, e poi c’è la trance, hip-hop, techno… La mia band giapponese preferita è Asakusa Jinta. Hanno uno stile molto giapponese, simile alla tradizionale musica da festival.
Quindi quando sei a casa ascolti questo genere di musica?
Non solo questo. Io ascolto di tutto.
L’abito che indossi sul palcoscenico ha qualcosa a che fare sul modo in cui proponi la tua musica sul palco?
Beh, io voglio solo essere una rockstar, ed è questo il motivo per cui noi portiamo questi abiti. Contrariamente all’Europa, ci sono solamente poche bands in Giappone che portano abiti, per questo motivo noi risaltiamo.
Qual’è l'impressione che ti sei fatto dell'Europa la prima volta che sei venuto qui?
Davvero fottutamente buona! (risata)
Pensi che ci sia una differenza tra il pubblico giapponese e quello Occidentale?
Sì è piuttosto diverso. In Giappone di solito il pubblico è molto silenzioso durante le canzoni lente, al contrario di qua, dove non importa se la canzone è lenta o veloce, fanno sempre casino. Anche le locazioni dei concerti sono piuttosto diverse. In Giappone non preparano cibo e bibite per noi, come qui in Europa.
C'è qualche ragione particolare per cui scegliete uno stile Occidentale per le copertine dei vostri album piuttosto che uno giapponese?
Può darsi; non ci ho mai rifletuto veramente. Non penso che ci interessi se lo stile è Occidentale o giapponese. Personalmente a me piacciono le cose profonde. Di solito lo ska è più felice come genere, ma noi siamo un po’ dark.
Al momento c’è una grande discussione riguardo il permettere alle persone di scaricare MP3 da internet. Cosa ne pensi?
Io penso che la scena musicale in futuro cambierà. Per me la cosa migliore è esibirsi dal vivo. I buoni ascoltatori sentono la differenza. Del resto, personalmente non mi interessa. Alla fine penso che si ritornerà nuovamente al CD.
Voi menzionate molto spesso la birra in relazione ai componenti del gruppo. C'è qualche ragione particolare?
Sì, beviamo molta birra! (risata)
Quindi la birra è fondamentalmente il 7° membro della band?
Sì.
Infine, per la locandina del vostro nuovo tour, siete in posa con degli utensili di cucina ed il sottotitolo è “Gli Chef Samurai di Tokyo in tour.” Quindi, sai cucinare?
Beh veramente no, ma quando ero studente ho lavorato in un ristorante. Ma in realtà due degli altri membri sono degli chef veramente bravi.
Quale è la tua specialità?
Non lo so. Non sono proprio un gran cuoco.
E perché dite Samurai della Cucina?
Matt, il nostro boss in Germania, lo ha inventato per noi. Dice che attirerà più attenzione in Europa.
Quindi, il tuo nome è Numb… (noi lo abbiamo pronunciato come la parola inglese)
(interrompe) Numbu.
Oh allora è Numbu?
Sì. Il mio nome d'arte finisce in “b”, ma il mio vero nome è Numbu.
Ah, ok. È solo che il significato della parola in inglese è completamente il contrario di quello che sei sul palco, ecco perché noi ce lo chiedevamo! (risata)
Grazie per l'intervista e buona fortuna per il vostro spettacolo!
Gradiremmo ringraziare di nuovo pork pie per averci dato l'opportunità di avere questa intervista con i Dallax e Numb per averci concesso il tempo per rispondere alle nostre domande.
autore: nana (tradotto da Arzo)
[Fonte: NipponProject]

© the GazettE, PS Company, JaME
Le porte del Tavastia erano già aperte e il pubblico entusiasta aveva già iniziato ad affluire nel locale quando ci siamo diretti dietro le quinte per intervistare i the GazettE. A causa del programma severo, i componenti erano divisi e a JaME è stata data l’opportunità di intervistare Aoi e Reita. Entrambi erano truccati e vestiti per lo show, dato che mancava solo un’ora al concerto. L’intervista è stata rilassata poiché i membri erano entrambi emozionati e reattivi, ed Aoi maneggiava con la sua chitarra nera.
Reita: (si siede) Ciao, mi chiamo Kai! (in inglese) (ridono tutti)
Aoi: Sta mentendo! Io sono Aoi. (in inglese).
Ciao, siamo di JmusicEuropa. Grazie per questa intervista.
Reita & Aoi: (si inchinano) Piacere di conoscervi. Grazie. (in inglese)
Come sono stati fino ad ora i vostri concerti in Europa? Siete già stanchi?
Aoi: Il tour è stato meraviglioso. Sono venute così tante persone e ci emozionamo sempre di più con ogni concerto.

Cosa vi piace della Finlandia e cosa avete fatto qui?
Reita: La vostra nazione è molto bella ed esotica. Siamo andati a fare shopping ai centri commerciali nelle vicinanze ed abbiamo mangiato fuori, da soli. Nel mio caso, mi hanno riconosciuto troppi fan e alla fine sono stato costretto ad arrangiare una sorta di signing session.
Aoi: (in tono triste) Ma nessuno ha riconosciuto me! (ridono tutti)
Aoi, tu ed Uruha suonate entrambi degli assoli nei vostri brani. C’è qualche competizione tra voi due per questo?
Aoi: (ride) Ovviamente non c’è competizione, perché dopo tutto il nostro lavoro è basato sul continuo lavoro di squadra. Uruha fa un assolo se ha un’emozione più profonda e viceversa. Molti dei nostri brani hanno assoli da parte di entrambi, anche se siamo sullo stesso livello come chitarristi.
NIL e STACKED RUBBISH sono album completamente diversi. Cambierete il vostro stile in futuro oppure questo è quello che volete essere come gruppo?
Reita: Non si può essere mai sicuri riguardo al futuro, perché tutto possibile, quindi è difficile rispondere. Non vogliamo essere inseriti in una categoria. Piuttosto vorremmo fare il tipo di musica che ci piace in un dato momento. E quindi il nostro attuale stile musicale ci rappresenta al meglio ora.
Come sono collegati i vostri video musicali e le vostre canzoni?
Reita: I nostri brani non sono mai direttamente collegati ai video.
Aoi: Il materiale presente nei video raramente è in collegamento con i testi. Vogliamo dare ai nostri fan dello spazio per l’immaginazione. I video musicali che sono connessi ai brani sono, in mia opinione, piuttosto inutili. Rovinano, quasi senza eccezione, l’immagine personale che dà la musica.
Ora che state per finire il vostro tour europeo, potete dirci come siete stati in grado di rompere le barriere linguistiche e culturali?
Reita: Non sentiamo barriere durante i concerti. Non importa in che nazione suoniamo, i fan ci rendono sempre felici. Ed ai concerti comunichiamo con la nostra musica ed i gesti, quasi mai verbalmente. (ride) C’è una barriera solo quando siamo in hotel o nei negozi, abbiamo spesso dei problemi in situazioni simili.

C’è qualcosa di specifico dei fan europei che vi è rimasto impresso in mente?
Aoi: Penso che i fan europei sono sorprendentemente carini ai concerti. Da quello che ho visto, fanno la fila per molto tempo, ma lo fanno decentemente senza nessuna lotta. E nei concerti si scatenano in modo originale.
I fan giapponesi e quelli europei hanno qualcosa da imparare gli uni dagli altri?
(ridono entrambi)
Aoi: Sai...(inizia a battere le mani sulle sue cosce) GAZETTO! GAZETTO! GAZETTO! GAZETTO! (ridono tutti)
Reita: Quando lo sentiamo in Europa, la nostra adrenalina cresce anche se siamo dietro le quinte. I nostri fan giapponesi non lo fanno, quindi l’atmosfera del concerto in Giappone inizia solo quando saliamo sul palco.
I vostri fan discutono riguardo al fatto che voi siate una band major o indie. Potete dirci come è davvero?
Reita: Veramente, (ride) non siamo nè uno nè l’altro.
Aoi: Non capisco i gruppi e la gente per le quali questa cosa dell’etichetta sembri così importante. Non ci è mai importato nulla del confine tra gruppi indie e major, visto che le cose più importanti sono esibirsi e fare musica. Siamo solo i the GazettE e a nostro parere, tutti hanno il diritto di decidere da soli se ci vogliono vedere come una band major o indie. Non ci interessa né preferiamo un’opzione sull’altra.
Quando scrivete musica, le melodie sono composte seguendo le regole della teoria musicale o seguendo quello che trasmette al meglio le vostre emozioni?
Aoi: Personalmente non mi fido della teoria musicale. A dire il vero non l’ho nemmeno studiata. La melodia è sempre la prima cosa che mi viene in mente quando inizio a comporre una nuova canzone e continuo a perfezionarla ad orecchio finchè non ottengo il risultato che voglio. Non mi serve altro.
Ci sono piccoli gruppi indie il quale look somiglia molto al vostro. Cosa ne pensate?
Reita: Non ci interessa molto degli altri gruppi.
Aoi: Penso che noi siamo una formazione con delle personalità ben definite, sia musicalmente che esteticamente. Non siamo molto interessati agli altri gruppi, quindi non li guardiamo molto attentamente...
Ma comunque siete felici se vedete un gruppo che si ispira a voi?
Aoi: Certo! Ho sempre pensato che sia magnifico se le cose che facciamo ispirino altra gente -che siano fan o altre band.
Il vostro tour finirà dopo questo concerto. Cosa farete quando tornerete in Giappone?
Reita: A Novembre inzieremo un tour che durerà fino a Maggio. Non abbiamo ancora pensato a cosa fare dopo.
C’è sempre più inglese nei vostri testi. Scegliete la lingua da usare in base al suono della lingua stessa oppure usate giapponese ed inglese per esprimere cose differenti?
Reita: Ruki scrive i testi nella lingua che può affrontare la sua voce. Pronunciare queste due lingue è così differente e magari a certe tonalità non è semplicemente in grado di cantare in inglese anche se lo voleva. (ride)

Che cosa ha ispirato il vostro attuale look?
Reita: Pensiamo sempre ad una persona immaginaria chiamata Gazette e come potrebbe apparire in determinati momenti.
Aoi: Quando l’idea di base è pronta, ognuno di noi sviluppa il suo stile personale. Come risultato siamo insieme i Gazette ma abbiamo anche degli elementi personali che ci differenziano.
Vi incontrate nel vostro tempo libero?
Aoi: Siamo come una famiglia e ci vediamo così tanto come the GazettE che quando finalmente abbiamo un po’ di tempo per una vacanza, preferiamo passarlo da soli.
Grazie per questa intervista e vi auguriamo un grande show!
Reita: Grazie mille.
Aoi: Siete i migliori! (in inglese) (risate)
Grazie ai the GazettE ed al loro staff ed alla Supersounds per aver reso possibile questa intervista. Foto di Heikki Mitikka.

[Fonte: JaME]
[Images © the GazettE, PS Company, JaME]
Visual evolution, il nuovo appuntamento per gli amanti del JRock e del Giappone si terrà il 31 Maggio alle ore 22.00 all'Alcatraz di Milano.
I produttori della MIRALOOP presentano il release party della nuova band di MantiS (ex leader dei S.I.N.), più live degli Ashcorn rivelazione italiana del visual rock/industrial e altri ospiti. Come di consueto dj set by Dj Grey (j-rock/visual kei) e a seguire rock marchiato Alcatraz.
Non potete mancare!
Visual evolution
Milano - Italy
Luogo : Alcatraz
Serata live, Cosplayer, Manga, JapLove.
Release party del primo EP della nuova band di MantiS ex leader dei S.I.N. + Ashcorn + ospiti. DJ set by DJ Gray (jrock/visual kei).
Data : 31.05.2008
Ora : 22:00
[Fonte: JaME]

© 2007 Zy.connection Inc. All Rights Reserved.
I PENICILLIN, con Ni~ya come membro di supporto, si sono affermati allo "stylish wave '07 MATRIX" tenutosi allo Shibuya AX il 28 Novembre. Su quel palco, tutti e quattro i componenti hanno suonato insieme, apparendo molto felici come se la formazione fosse quella definitiva per il gruppo. In questa intervista scopriamo come HAKUEI, CHISATO e O-JIRO hanno accolto Ni~ya, che suonava cover dei PENICILLIN da studente, e quale tipo di reazione chimica c'è stata quando hanno suonato insieme sul palco. Questa è l'intervista dopo live, con molte storie interne!!
Prima di tutto, vi chiederò delle prove. Come sono state le vostre prime prove in studio?
Ni~ya: Ero così nervoso. O-JIRO mi diceva "Sembri nervoso". Ho pensato "Oh no! Si vede!" (sorride)
CHISATO: Ad O-JIRO piace dire cose simili con persone che si innervosiscono. Una volta, mentre suonavamo con delle persone, c'era un uomo così agitato che guardava disperatamente gli spartiti, e quindi gli ha detto "Strappali e gettali via!" (ride) Ma ha cercato di comunicare con te Ni~ya, a modo suo.
Ni~ya: Lo so. Mi ha dato dei segnali con i suoi occhi ogni volta che suonavamo, per farmi sapere cosa fare.
Durante il live O-JIRO ha guardato Ni~ya per tutto il tempo mentre suonava la batteria?
CHISATO: Non mi guarda nemmeno quando mi giro per guardarlo. (ride)
Ni~ya: Nei Nightmare non vengo guardato perchè RUKA non guarda avanti. (sorride) Quindi ero molto contento che O-JIRO mi guardasse come se dicesse "Questo tipo di comunicazione si abbina con il ritmo vero?"
CHISATO: Ahahaha. (ride) Ma comunque, Ni~ya è molto famoso tra i nostri componenti, e quando suoniamo the WORLD penso che le radici dei Nightmare e dei PENICILLIN possono essere simili. Ci sono alcuni artisti con i quali la mia regolazione non funziona bene. Anche così è comunque interessante, ma non posso smettere di sentire che i Nightmare facciano quasi parte della famiglia dato che hanno preso da noi il nostro modo di fare.
Forse anche perché the WORLD è stata fatta da RUKA? Sia RUKA che i PENICILLIN hanno le loro radici nel punk.
CHISATO: Sì, penso sia per quello.
Ni~ya: Bè, ho visto i PENICILLIN live a Settembre ed Ottobre, ed ho pensato che la tensione ed il flusso fossero in qualche modo simili a quelli dei Nightmare.
CHISATO: Ecco perché avete potuto capire quando dissi "Mixiamo qui" e voi avete risposto "Così?" Insomma, spiegarlo a dei musicisti di un campo diverso è molto arduo. Non pensi?
Ni~ya: Sì, è vero.
CHISATO: Suonare con gente che ha gli stessi miei sentimenti è meglio perché rende le cose più rapide.
Anche nel come suonate sul palco siete simili. (risata)
Ni~ya: Il nostro gruppo è peggiore del loro. (sorride)
CHISATO: No, noi generalmente eravamo pessimi. Nella nostra generazione molte band non facevano gli MC. Ma noi, il chitarrista ed il bassista, parlavamo per 30 minuti. (ride) Ma simpatizzavo per tutto ciò. Penso che ci sono molti gruppo che si costringono ad essere quello che sono e ciò vuol dire che non c'è spazio per altro. Ma abbiamo pensato che non fosse interessante essere in quel modo ed abbiamo provato ad essere sempre più diversi. Mi sono sentito allo stesso modo con i Nightmare.
Ni~ya: Sai, nessuno lo aveva mai detto prima, ma lo penso anche io.
CHISATO: Ovviamente la musica è forte, il che è più importante di qualsiasi altra cosa, ma è divertente suonare con persone alle quali piace suonare cose nuove, scherzare. Dato che suoniamo musica rock, non avere stimolazioni significa non divertirsi. Spero che potremo stimolarci a vicenda da ora in poi.
Quindi, ritornando al discorso, perche avete deciso di suonare the WORLD?
CHISATO: Quando abbiamo detto al manager che non solo Ni~ya suonava le nostre canzoni, ma volevamo ripagargli il rispetto, ho scherzato dicendo "Che ne dite di suonare the WORLD?" e mi è stato risposto "OK" molto velocemente. E' stato inaspettato. Poi, quando suoniamo the WORLD, Ni~ya diventa immediatamente il capo.
Ni~ya: Assolutamente no!
CHISATO: Ma è stata una gran cosa. Il pubblico non ascoltava noi, ma solo il suo basso. (ride)
Ni~ya: E non avevamo nemmeno detto che avevamo intenzione di suonarla.
Lo avete tenuto segreto ai componenti dei Nightmare?
Ni~ya: Sì.
CHISATO: Quando YOMI è venuto in studio dopo aver fatto la set list, O-JIRO ha detto nel panico "Nascondila!". (ride)
Per il resto dell'intervista, consultate lo Zy 38.
© 2007 Zy.connection Inc. Tutti i diritti riservati.
[Fonte: JaME]

© Tanja - JaME
C'è stata una conferenza stampa esclusiva per i media stranieri di circa un’ora e mezza dopo il live degli X JAPAN al Tokyo Dome. YOSHIKI è apparso alla conferenza dopo la sua grandiosa performance ed ha risposto alle domande della stampa estera.
Da quali band sei stato influenzato?
YOSHIKI: Non so ma ne ho molte. Mi piace la musica punk. Fatemi pensare...Mi piacevano i The Sex Pistols prima della reunion e mi piace la musica classica, come Bach, Beethoven e Rachmaninov, quindi...non lo so.
Che cosa è cambiato? Cosa influenza la tua musica ora?
YOSHIKI: Non lo so. Credo tutto. Torniamo alla prima domanda. Ci sono molti gruppi britannici che mi piacciono in questi giorni, amo i Radiohead, insomma...mi piace molto il rock inglese. Sapete, di solito potrei pensare a fare molti nomi, ma ora
Il tuo nome è spesso menzionato nello stesso genere del visual kei. Come ti senti oggi al riguardo? Ti sembra adatto?
YOSHIKI: Penso di essere molto fortunato perchè abbiamo iniziato molto tempo fa e, bè, non volevamo essere annoiati e volevamo essere davvero diversi. Volevamo solo essere originali. Eravamo come la pecora nera della famiglia. Ovviamente avevamo moltissimo trucco ed altro. Abbiamo avuto dei momenti davvero difficili perché abbiamo iniziato venti anni fa, ma ora ci sono molte band visual kei in tutto il mondo. E' davvero inaspettato e ci sono un sacco di grandi gruppi. A causa di questi gruppi la gente ascolta gli X JAPAN, quindi ne sono riconoscente.

Sei cosciente di appartenere ancora al visual kei?
YOSHIKI: Bè, credo di essere ancora nel visual kei. Non lo so...quando diciamo "visual kei", non è solo per il trucco. Penso riguardi più lo spirito. Essere originali è molto difficile in questi giorni. Quando si cresce è molto facile rimanere in un solo campo, ma rompere le barriera ed uscire dalla scatola è così difficile. Penso che sia questo il vero significato di visual kei...
YOSHIKI, hai completamente cambiato la mia vita. Così tante persone ad Hong Kong aspettano un vostro concerto qui. Hai intenzione di fare un concerto ad Hong Kong?
YOSHIKI: Non avevo mai pensato a formare di nuovo gli X JAPAN. Come ho detto, mi sento molto fortunato perché non abbiamo avuto solo una reunion, nè lo avremmo fatto senza le richieste dai numerosi fan, quindi grazie per aver cambiato anche la mia vita (ride). Quindi, sì, mi piacerebbe venire ad Hong Kong. Proprio in questo momento però devo finire i prossimi due giorni e non sono sicuro se sopravviverò da oggi a quattro giorni...non lo so. Ma voglio solo fare tutto quello che c'è da fare ora ed usare la mia energia per i prossimi due giorni. Potrei pensarci venerdì se sarò guarito.

Come è stato il concerto di oggi? Cosa ti ha impressionato di più?
YOSHIKI: Bè, quando ho sentito il pubblico urlare, ero così emozionato. Ho suonato molte volte al Tokyo Dome, quindi è stato come se fossi tornato a casa. Tipo "casa dolce casa" (ride). In qualche modo mi sono commosso anche quando entravo qui.
Hai in progetto un tour mondiale?
YOSHIKI: Come ho detto prima, sì, sicuramente. Ma non so per quanti giorni sarò in grado di fare uno show come quello di oggi, quindi voglio concentrarmi per fare il mio meglio per altri due live ora. Ma sicuramente vogliamo fare un tour.
Oggi avete usato molti video in cui hide suonava la chitarra. Hai pensato ad hide stasera?
YOSHIKI: Ovviamente sì. Prima di arrivare a questo punto, ho dovuto modificare il materiale e provavo a sincronizzarmi con la chitarra di hide. Mi piace suonare tutti e cinque insieme. Passo ancora dei momenti difficili come tutti sapete. Mi veniva da piangere.

Purtroppo, l'ultima volta non siete stati in grado di esibirvi in terra estera. Pensate che questa volta sarà diverso? Conquisterete il mondo?
YOSHIKI: Bè, avevamo quel sogno più di dieci anni fa. Non so se faremo questa cosa degli X JAPAN per quel motivo, o per qualcos'altro...come dire...non lo so. Siamo stati fortunati ad avere un pubblico simile. Se la nostra reunion può avere un impatto o influenzare tutto il mondo, sarebbe grandioso. Ma volevo questa reunion solo per noi e per i nostri fan.
Mi piace pensare che ora avete più fan di dieci anni fa.
YOSHIKI: Come ho già detto, sono fortunato.
Avete mostrato un immagine di hide sul palco. Era il vero hide? L’ologramma era davvero dettagliato. Come lo avete fatto?
YOSHIKI: Quando pensavo a questo concerto, pensavo di fare un ologramma ed ho cercato le varie tecniche in giro per il mondo. Poi ho scelto la miglior tecnica che poteva essere fatta. E' la stessa che ha usato Al Gore, ma lui lo ha fatto davanti uno schermo verde. hide non c'è più e quindi abbiamo dovuto creare la sua immagine, ed è stato un lavoro in larga scala. Ma lo volevo davvero fare. Ovviamente non era il vero hide (ride).

Come vi sentite ora che avete suonato Without you sul palco?
YOSHIKI: L'ho scritta subito dopo la morte di hide. Ma ho pensato che TOSHI era l’unica persona a poterla cantare. Sì, è stata la prima volta che l'abbiamo suonata davanti al pubblico. E la voce di TOSHI è stata meravigliosa.
Sei contento di averla suonata live?
YOSHIKI: Ah, abbiamo una versione diversa. Ma volevamo farla oggi.
[Credits: JaME]

© Jhouserock Entertainment / FREE-WILL Co.,Ltd. Japan
Oltre un mese dopo le loro performance in Europa, i RENTRER EN SOI hanno debuttato negli Stati Uniti alla convention Oni-con a Houston, Texas. Quel weekend il gruppo aveva in programma molti eventi, iniziando con il loro concerto venerdì sera, la sessione Q&A il sabato e la sessione di autografi e foto con i fan la domenica.
JaME è riuscito ad avere un intervista faccia a faccia con la band un'ora prima della sessione Q&A.
---
Per quelli che ancora non conoscono i RENTRER EN SOI, per favore presentate e dite qualcosa riguardo il componente alla vostra destra.
Takumi: Lui è Ryo il bassista e beve sempre birra. (ridono tutti) Quando sei in un gruppo è molto importante continuare a bere alcool.
Ryo: Il suo nome è Satsuki... (ridono tutti mentre Ryo pensa a cosa dire.) Ha il ruolo più importante nella band.
Satsuki: (in inglese) Il suo nome è Mika ed è il batterista dei RENTRER EN SOI. Suona molto bene la batteria ed ha molti attacchi. (Satsuki si muove come se suonasse la batteria) Alcuni batteristi pensano che semplice sia meglio, ma lui può suonare la batteria molto velocemente.
Mika: Lui si chiama Shun ed è il chitarrista. Ha la silhouette più bella di tutti I chitarristi. E' un tipo di bellezza che gli altri componenti non hanno ed è davvero un ragazzo sveglio.
Shun: Lui è Takumi; è il maggior autore di testi ed è il chitarrista. E' una persona molto appassionata e quello che gli piace di più è la musica metal. Di tutti i componenti è quello che sente più caldo. (ridono tutti)
Takumi: Quando entro in una stanza, per prima cosa accendo il condizionatore. (ridono tutti di nuovo)
In una precedente intervista con JaME avete affermato che il tema dei RENTRER EN SOI è l'introspezione, l'atto di guardare in se stessi. Quale è stata la ragione che vi ha fatto scegliere questo nome?
Satsuki: E' molto difficile trovare se stessi e ci vuole molto tempo. Attraverso la nostra musica, ci guardiamo indietro e riferiamo il messaggio a noi stessi. Voglia che il nostro pubblico ascolti la nostra musica e si guardi indietro valutandosi. E' questo il vero messaggio che è contenuto nella nostra musica.
Prima è stato detto che Takumi è il maggior autore di testi. Come componete la musica ed il testo? Di solito quale viene prima?
Shun: A dire il vero Takumi scrive solo la musica.
Satsuki: Io scrivo tutti i testi. La musica di solito viene scritta per prima.

C'è mai un conflitto con la musica che non si abbina alle parole?
Takumi: Ultimamente è stato più facile perché Satsuki mi dice il messaggio che vuole dare con quel testo e quindi in seguito posso scrivere la musica, perciò è un po' più facile lavorarci sopra. C'è più comunicazione prima della creazione di un brano.
Intorno al 2005/2006 il vostro stile musicale e la vostra immagine sono cambiate a causa di una rivelazione riguardante cosa fossero i RENTRER EN SOI. Avete visto questi cambiamenti come inevitabili? Ci sono altri stili musicali che vi piacerebbe provare o con i quali vorreste sperimentare in futuro come techno, pop rock, ecc?
Satsuki: I cambiamenti sono stati qualcosa di naturale. Ascoltiamo molti generi e non diciamo proprio "Non mi piace questo", "Non mi piace quello", "Non ascolto questo". Mettiamo tutto insieme, è questo lo stile con il quale lavoriamo.
Takumi: Quello che vogliamo trasmettere è più di un messaggio ed anche se si dirige verso un certo genere, non c'è propriamente un "oh, vogliamo provare questo" o "vogliamo fare questo".
Ryo, in precedenza hai affermato che ti piaceva molto il Visual Kei quando andavi a scuola e volevi fare la stessa cosa. Come si sono adattati lo stile e l'immagine dei RENTRER EN SOI con la tua affinità personale con il Visual Kei?
Shun e Takumi: (ridono) Era più di qualcosa che era famoso.
Ryo: Era più di un impatto per me, più di un'ispirazione. Quello che facciamo ora è quello che voglio davvero fare quindi il Visual Kei non rientra molto nella categoria esatta.
Molti fan hanno dibattuto sulle somiglianze e le differenze nel suono e nell'immagine tra RENTRER EN SOI e Dir en Grey. Pensate che ci siano somiglianze tra i vostri stili? Come vi sentite riguardo questi paragoni?
Satsuki: L'hanno detto molte persone in Giappone ed in altri posti. Ne ho parlato a Kyo ed ha detto che non pensa che siamo uguali. Ecco quando ho realizzato che non lo eravamo e che è più un’opinione del pubblico, Poiché siamo sotto la stessa produzione e mi piacciono davvero, non lo nascondo. Li ammiro molto, quindi non ne sono offeso.

Vi siete esibiti all'estero per la prima volta a Settembre. Cosa vi piace del suonare oltreoceano? Che ricordi avete di quelle due performance?
Satsuki: Abbiamo sentito che i fan erano caricati dalle nostre esibizioni.
Takumi: Per me, quello che è stato molto importante è stato il pubblico che, in entrambi gli show, ha cantato dall'inizio alla fine. Penso che sia stato davvero grandioso.
Shun: Rispetto alla folla in Giappone, avevano molta più passione. Erano più espressivi con i loro sentimenti che il pubblico in Giappone. La loro reazione verso la nostra musica è stata molto diversa ed è stato divertente vederla. Mi hanno davvero...toccato. (Shun si tocca la gamba.) Mi hanno toccato fisicamente. In Giappone i fan non ci toccano, ma lì lo hanno fatto. Forse è la nazione...(ridono tutti) Non mi ha fatto sentire a disagio o che; sono solo timido.
Questa è la prima volta che vi esibite negli Stati Uniti. Come vi siete sentiti riguardo il concerto e la reazione del pubblico al vostro show?
Mika: E' stato proprio come gli altri due live in Europa. Il pubblico era molto appassionato e non si conteneva. E' stato davvero grandioso.
Trovate difficile esprimere i vostri messaggi all’estero considerando che la maggior parte dei fan non capiscono il giapponese?
Takumi: Anche io ascolto musica di gruppi di altre nazioni e non capisco molto i loro testi, ma se l'ascoltatore può sentire quello che vogliamo trasmettere allora è un buon punto di partenza per noi.
Satsuki: E' la cosa migliore quando il pubblico torna a casa con un sentimento negativo dopo un live perchè mostra che hanno compreso il messaggio; si guardano indietro. Di solito c'è un limite per vedere dentro di noi e poi, a causa della musica, la persona si apre e realizza chi è veramente. Il messaggio è di rivalutarvi, quindi la cosa migliore è farlo.
Avete mai pensato di scrivere canzoni in inglese?
Satsuki: Dipende da come sarebbero le parole con la melodia.
Essendo dei performer sul palco, sembra che siate coscienti di come siete in scena. Come determinate i vostri movimenti sul palco?
Satsuki: E' tutto naturale perchè se decidi prima quello che vuoi fare, poi diventa tutto difficile. Quindi non c'è un momento nel quale proviamo i nostri movimenti o cose del genere, è tutto molto naturale.
Anche se non avete dei piani definitivi per il futuro, ci sono delle cose che i RENTRER EN SOI vogliono ottenere?
Shun: Ci sono alcuni obiettivi che vogliamo conseguire. Uno di questi è fare un tour negli Stati Uniti ed anche in Europa.
Da quello che avete potuto notare, quali sono i pregi ed i difetti in una carriera nell'industria musicale?
Shun: Di solito non vengo notato perché sono così diverso. Normalmente, sono una persona troppo sveglia. (ridono tutti)
Satsuki: Una delle cose davvero positive è poter venire qui ed in altri posti, diffondere la nostra musica, e fare in modo che il pubblico ci conosca.
Takumi: Penso che se non stessimo facendo questo, non saremmo mai stati in grado di farci conoscere al di fuori del Giappone e trasmettere il messaggio a tutte le persone.
Per un po' di divertimento, dato che siamo ad un'anime convention, facciamo finta che vi sia data la possibilità di acquisire dei super poteri. Quali sarebbero e li usereste per il bene o per il male?
Takumi: Io sceglierei quello di essere immortale. Lo userei per il male. (ridono tutti)
Ryo: Essere in grado di viaggiare nel tempo e lo userei per il bene e per il male. (ridono tutti)
Satsuki: In generale, mi piacerebbe volare. Non lo userei né per il bene né per il male, sarebbe solo per il mio comodo.
Mika: Mi piacerebbe cambiare il modo in cui passa il tempo. Per esempio, il giorno di una persona normale sarebbero due mesi per me. Quindi estenderei il tempo per me stesso.
Shun: Non è un super potere, ma mi piacerebbe costruirmi un Doraemon tutto mio ed usarlo solo per il mio bene. (ridono tutti) [Doraemon è un anime ed il personaggio è un gatto robot mandato indietro nel tempo per aiutare Nobita, il protagonista.] Fondamentalmente, mi piacerebbe essere Nobita, ma sarei meglio di quello che è lui di solito.
Mandate un messaggio finale ai vostri fan.
Takumi: Questa è la nostra prima volta qui per un live ed è stato molto divertente, ma voglio che sappiano di più sui RENTRER EN SOI.
Ryo: Mi piacerebbe tornare di nuovo in America. Ad ogni possiblità che avete di ascoltare la nostra musica, per favore fatelo.
Satsuki: Anche a me. (ridono tutti)
Mika: Anche a me. (ridono tutti di nuovo)
Shun: L'altra sera è stato stupendo e ritorneremo. Vi amo!
Satsuki: E' stato amore a prima vista quando abbiamo visto i nostri fan americani.

JaME ringrazia Jhouse Rock e Oni-con per aver reso possibile questa intervista, e Midori per la traduzione.
[Fonte: JaME]

Il Tokyo Dance Night si è tenuto al Club Gloria di Helsinki il 23 Settembre. L'evento, che si concentrava sulla musica elettronica, ha dato a JaME l'opportunità di intervistare DJ SiSeN, che ci è sembrato rilassato e impaziente per l'evento di quella sera. E' stato contento di rispondere ad alcune delle nostre domande.
Ciao, siamo di JmusicEuropa. Grazie per il tuo tempo. Potresti presentarti ai nostri lettori?
DJ SiSeN: Grazie. Principalmente lavoro come DJ, ma mi occupo anche di affari giornalieri come le composizioni.

Come è stato partecipare al Tokyo Dance Night ed avere la possibilità di esibirsi in tutta Europa?
DJ SiSeN: Noi artisti avevamo già collaborato in passato in Giappone e ci rispettiamo l'un l'altro. Tutto è andato davvero alla grande.
Come è iniziata la tua carriera da DJ? Perché ha iniziato ad interessarti?
DJ SiSeN: Sono quattro o cinque anni che faccio il DJ ora. Ho iniziato quando ho notato che c'erano troppi DJ gothic e industrial in Giappone, ma suonavano spesso materiale proveniente dall'estero. Mi sentivo male per gli artisti giapponesi che iniziavano in quel momento la loro carriera e non ricevevano attenzione nei club, dato che tutti erano concentrati sugli artisti stranieri. Mi piacerebbe che anche i nuovi gruppi possano essere ascoltati.

Hai detto che ti piace introdurre le persone al mondo dei club giapponesi e stabilire dei contatti all'estero. Pensi di esserci riuscito in questo tour europeo?
DJ SiSeN: Non penso di essere l'unico a diffondere il messaggio all'estero, sono solo parte di un'entità più grande. Ci chiamano dall'estero e ci chiedono di suonare. Sono molto grato per questo interesse nella musica e nella cultura giapponese ed è sorprendente in senso positivo il fatto che ci siano fan in una nazione come la Finlandia.
In che modo le culture giapponesi ed europee sono diverse in fatto di club?
DJ SiSeN: Rispetto all'Europa, la scena club e gothic del Giappone sembra molto infantile, in modo positivo e negativo. In Giappone, essere carini fa parte della cultura club e il pubblico è femminile. Le Gothic Lolita in particolare sono molto attive al riguardo. E' bello notare che in Europa anche gli uomini hanno il coraggio di vestirsi: in Giappone i loro vestiti sono molto più sobri.
Hai molti fan in Europa. Come ci si sente ad essere ammirati? Ed i tuoi fan in Giappone sono simili?
DJ SiSeN: Ovviamente è bello essere ammirati, ma sono molto più contento quando la gente viene ai miei show. Essere un fan del mio aspetto non mi dà fastidio, ma venire ai club è un modo molto più grande per dimostrare apprezzamento.

I tuoi vestiti ed il tuo stile sono esattamente quello che piace di te ai tuoi fan. Cerchi di esprimere qualcosa con il tuo modo di vestire?
DJ SiSeN: Il mio stile cambia molto. A volte è colorato, a volte più gotico. Oggi indosso vestiti di TAKUYA Angel. TAKUYA è un mio amico e disegna la maggior parte dei miei vestiti per i club. Il look di oggi non ha un messaggio speciale. Voglio solo avere un atteggiamento adatto per il club e comunicare che i vestiti sono qualcosa di divertente! In Giappone, si vede raramente la moda cyber in giro per le strade, quindi voglio ispirare le persone ed appasionarle a tutto ciò.
Quali sono le differenze tra DJ SiSeN, DJ Violet e DJ 666Fox? Sono solo nomi d'arte diversi?
DJ SiSeN: I nomi d'arte dipendono dal mio stile musicale. Al momento uso solo DJ SiSeN. DJ 666Fox rappresentava il lato junk, DJ Violet invece era per l'heavy industrial.

Sei un componente del gruppo Seirenes. Al momento questa band è attiva? Avete intenzione di pubblicare qualcosa in futuro?
DJ SiSeN: Ad Halloween uscirà una collaborazione. Conterrà un brano che ho scritto per i Seirenes. Il gruppo è solo agli inizi e lavora con i remix.
Cosa farai dopo il Tokyo Dance Night?
DJ SiSeN: Tornerò in Europa a Dicembre per un tour. Fino ad allora mi allenerò a suonare e ad aumentare le mia capacità.
Grazie per l'intervista!

---
Ringraziamenti speciali vanno all'interprete Niklas Nyman. Foto di Heikki Mitikka.